Diamoci una regolata, ciascuno per la sua parte.

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C’è qualcosa che accomuna tutti noi utenti di “per1cent.it”: tutti noi, consapevolmente o inconsapevolmente, cercavamo un sito on-line che vendesse una serie di oggetti, da quelli di elettronica a quelli per la casa, per l’automobile, per il benessere e per la cura della persona, e lo cercavamo nella forma delle aste per 1 centesimo.

Dopo un processo di avvicinamento, variabile da utente ad utente, quello che cercavamo l’abbiamo trovato in “per1cent.it”. Questo sito ci ha attirato per il suo modo di apparire, per il servizio che organizza e fa funzionare e per la sua affidabilità. In questo modo, tutti noi siamo diventati un tutt’uno, che ha la sua controparte in “per1cent.it”. Vediamo di capire la natura di questa controparte. È una società che presta un servizio di aste al centesimo per realizzare un profitto. Il profitto è il motore che fa muovere tutto. Noi utenti abbiamo tutto l’interesse a che questo profitto venga realizzato, perché è garanzia della continuità del servizio e dell’affidabilità della società. Una società che guadagna avrà ragioni sufficienti per continuare la propria attività. Ma c’è un “però” e ve lo spiego con un esempio. Questa mattina volevo partecipare ad un’asta per un pacco da 300 bid. Nell’imminenza della partenza ho impostato l’Autobid con una batteria di 15 rilanci, il minimo ammesso. Quando l’asta è partita c’è stata la solita raffica di rilanci manuali. Osservavo i nominativi degli offerenti e ho notato la presenza di due utenti “forti” (secondo il mio personalissimo e segretissimo elenco). A questo punto, se fossi stato coerente con me stesso, avrei dovuto lasciar defluire i miei 15 rilanci e battere in ritirata. Purtroppo a volte sono uno che “predica bene e razzola male” e, così, mi sono lasciato tentare. Quando, dopo i rilanci manuali, sono entrati gli AutoBid, ho notato che i due “forti” avevano anch’essi avviato l’AutoBid, insieme con il mio e quelli di due offerenti a me sconosciuti. Sarebbe stato il momento per abbandonare, invece non l’ho fatto. Dopo circa 15 rilanci si è avuta la scomparsa degli utenti sconosciuti. Un classico. Ci sono sempre. Si fanno un giro nell’asta nella speranza che le cose vadano talmente a puntino da portare loro la vittoria. Eravamo rimasti in tre, io e i due “forti”. Così siamo andati avanti, tra alterne vicende, sino al raggiungimento della magica parola “FINITA”. La scheda finale dell’asta conteneva questi dati:
– prezzo finale: euro 4,26;
– bid utilizzati dal vincitore: 1011;
– bid guadagnati dal vincitore: 300.
Inoltre, dalla videata relativa alla mia situazione bid (in pratica il contatore dei miei bid), emerge che avevo speso 1116 bid. Naturalmente, manco a dirlo, il vincitore era uno dei “forti” e io avevo perso. Ma vediamo di far parlare i dati. Essi dicono che:
-“per1cent.it” ha venduto 300 bid incassando euro 4,26 più 4260 bid;
-il vincitore ha portato a casa 300 bid pagandoli euro 4,26 più 1011 bid;
-io ho speso 1116 bid e non ho portato a casa nulla.
Sono cose del tutto assurde e non c’è bisogno di spiegarle perché si spiegano benissimo da sole. Piuttosto, è necessario che da esse si tragga qualche insegnamento:
-gli utenti, tutti gli utenti, dovrebbero finire di scannarsi tra loro con il solo risultato di “far colare grasso” a vantaggio di “per1cent.it”;
-“per1cent.it” dovrebbe capire, ma forse lo capisce anche troppo bene, che dati come quelli sopra esposti sono soprattutto conseguenza della sua politica di indire aste in numero inadeguato alla domanda degli utenti. Dovrebbe, quindi, aumentare il numero giornaliero di aste quando questa inadeguatezza appaia del tutto evidente, senza ombra di dubbio. Riusciremo tutti insieme, utenti e sito, a darci una regolata o vogliamo andare tutti insieme a gambe all’aria?


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1 Commento

  1. Parole sante. Anch’io mi sono fatto una tabella con i nomi ‘forti’, e finora sono circa una ventina, ma tale elenco aumenterà inevitabilmente. Purtroppo c’è chi continua a scommettere un sacco di bid ben oltre il valore dell’oggetto, senza rendersi conto che, oltre a rimetterci in modo stupido, danneggia gli altri compepitor e ingrassa il sito per1cent. Il guadagno per il sito ci deve essere, ovviamente, ma proprio per mantenerlo in vita il più a lungo possibile (altri siti di aste, anche molto noti, stanno già zoppicando), occorre maggior scelta di aste, sia in termini quantitativi e sia in termini qualitativi e di varietà di prodotti. Buona aste a tutti !

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