Propongo di ridurre il peso dei BID.

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In questo post vorrei esporre alcune mie considerazioni sull’aspetto economico delle aste, sia dal punto di vista dell’utente sia da quello del sito e trarre da ciò qualche proposta, sempre e soltanto allo scopo di migliorare il servizio e renderlo più gradito per gli utenti.

Se prendiamo in esame una scheda d’asta dopo l’apparizione della magica parola “FINITA”, abbiamo la possibilità di vedere e/o calcolare i costi e i ricavi del sito e di tutti gli utenti, vincitore e perdenti, che vi hanno partecipato. Per il vincitore possiamo ricavare il costo totale, formato dal costo di acquisizione e dalla valutazione in euro dei bid spesi, fatta assumendo un valore convenzionale di 3 centesimi per ogni bid. Dopo la recente introduzione delle “statistiche” questo costo totale per il vincitore è comunicato anche dal sito che, inoltre, lo raffronta con il valore di mercato dell’oggetto ed esprime quanto il vincitore ha risparmiato o, a volte, perso (risparmio con segno meno). Per i partecipanti perdenti possiamo calcolare il numero dei bid complessivamente spesi, tenendo ben presenti sia il tipo di rilancio, sia l’incremento del prezzo attuale per ogni rilancio. Una volta determinato il numero dei bid complessivamente spesi dai perdenti, basta moltiplicarlo per il valore convenzionale di 3 centesimi per bid per ottenere il costo economico in euro per tutti i perdenti. Per Wellbid si può ottenere il ricavo totale dall’asta, sommando il costo complessivo per il vincitore al valore complessivo dei bid spesi dagli utenti perdenti. Se adesso focalizziamo la nostra attenzione sui ricavi del sito, ci rendiamo conto che essi derivano, in modo determinante, dai bid utilizzati nelle aste, tanto è vero che, grazie ai bid, assai spesso i ricavi complessivi di un’asta sono superiori ai valori di mercato dell’oggetto pur permettendo al vincitore di avere un risparmio rispetto al valore di mercato. In altre parole, il vincitore risparmia e il sito fa lauti profitti perché gli utenti perdenti hanno speso inutilmente i loro bid. A me pare che questa considerazione, o consapevolezza, stia facendosi strada tra gli utenti e che si cominci ad auspicare una correzione che passi attraverso una riduzione del peso dei bid. In altre parole: maggior costo di acquisizione e minor numero di bid spesi. Se la percezione è esatta, sarebbe opportuno sperimentare la strada di ridurre a 1 il numero dei bid per ogni rilancio e aumentare l’incremento in euro del prezzo attuale.

Si dirà che questo tipo di aste a rilancio X1 c’è già, ed è vero. Ma secondo me si tratterebbe di aumentare più decisamente l’incremento del prezzo attuale. Facciamo un esempio. Supponiamo un’asta a rilancio X3 e incremento di euro 0,003, per rilancio, del prezzo attuale, come nella maggioranza delle aste attuali. Quanto costa un rilancio?. Costa euro 0,003 di incremento del prezzo attuale più euro 0,090 per l’utilizzo dei 3 bid, quindi un totale di euro 0,093. A titolo sperimentale si potrebbero introdurre alcune, poche aste a rilancio X1 con incremento del prezzo attuale di euro 0,063. Il costo totale per l’utente sarebbe ancora di euro 0,093 per ogni rilancio ma con una minore incidenza della componente bid. Ribadisco che si tratterebbe di una o più aste, magari con oggetti nuovi di catalogo e con ridotto valore di mercato e a titolo sperimentale. Che ne pensano gli utenti e il sito?


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