Il caro estinto

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Quando mi sono registrato sul sito eravamo nel febbraio del corrente anno e sul blog imperversava un argomento che, circa l’interesse dallo stesso suscitato, sorpassava decisamente tutti gli altri. Dopo aver sperimentato la partecipazione alle aste e provato il brivido di vincerne qualcuna, tutti finivano per accorgersi che esistevano dei limi alla possibilità di continuare a vincere.

Coloro che avevano la penna facile scrivevano al blog o al Servizio Cliente, lamentandosi per il fatto di dover aspettare anche un mese prima di poter ritornare a vincere e chiedendo con insistenza che tali limiti fossero aboliti o almeno modificati, nel senso di consentire una maggiore possibilità di vincere. Anch’io avevo fatto la mia parte scrivendo sul blog o su Facebook. perché anch’io, come molti altri, avevo sperimentato la vincita nelle aste sino a saturare i limiti stabiliti. Oggi ho la netta sensazione che l’interesse per questo argomento si sia decisamente affievolito tanto da poter definire l’argomento “il caro estinto”. Che cosa è successo? Io credo di poter essere considerato un “utente medio” e mi sono accorto che la mia situazione limiti si trova costantemente su 0/5. Ormai da mesi non mi capita più di essere a 5/5 e, poiché mi considero un “utente medio”, credo che ciò succeda per la generalità degli utenti. Come dire: che bisogno c’è di lanciarsi contro il sistema dei limiti se, nei fatti, non ci si trova mai nella situazione di non poter partecipare alle aste? Io sono convinto che non sarebbe più necessario imporre dei limiti. Il fatto è che, rispetto a qualche mese fa, la concorrenza tra gli utenti è aumentata in maniera esponenziale con il risultato che vincere è diventato quasi impossibile, il risparmio per i vincitori rispetto al valore di mercato degli oggetti si è affievolito. Di chi è la responsabilità di tutto ciò? In primo luogo di Wellbid perché non vuole o non riesce a mettere in atto un maggior numero di aste per lo stesso oggetto. Non si scopre niente di nuovo: è la vecchissima legge della domanda e dell’offerta. In secondo luogo degli utenti a causa del loro ormai provato autolesionismo, che li porta a mettere in pratica comportamenti assurdi portandoli a privilegiare il gusto di vincere per vincere sino a perdere di vista l’effettivo rapporto “costi benefici” Non sarebbe il caso che i due responsabili si dessero una regolata, ciascuno per ciò di sua competenza, allo scopo di garantirsi, anche per il futuro, la continuità del servizio? Cosa ne pensa l’utente medio?


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